Marco Giuman

La trottola nel mondo classico

Archeologia, fonti letterarie e iconografiche

Quaderni di Otium. Collana di studi di archeologia e antichità classiche, 4
2020, 160 pp., con 24 figure, 19 tavole b/n f.t., cm 17 x 24
Brossura, 17 x 24 cm
ISBN: 9788876893247

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    ISBN: 9788876893322
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ABSTRACT

Marco Giuman indaga, attraverso il ricorso a fonti letterarie e iconografiche, l’archeologia della trottola e di una intera famiglia di oggetti rotanti. La trottola, attestata già nell’antico Egitto, compare nel mondo greco-romano legata a una grande varietà terminologica, che ne suggerisce un’analoga pluralità di forme, così come anche di usi e significati. Da giocattolo, connesso in maniera privilegiata al mondo dell’infanzia, essa assurge nell’antichità al rango dell’oggetto simbolico perfetto, proprio per la sua qualità intrinseca di sfidare l’instabilità, in un equilibrio perenne tra movimento e caduta, che ne fa un’entità liminare. L’Autore indaga il legame dell’oggetto con i riti di passaggio propri sia della sfera maschile che femminile, mettendo in luce come, travalicando l’ambito ludico, la trottola sia in realtà un elemento polisemico. Dal rito che accompagna il passaggio da pais a neaniskos alle cerimonie che precedono le nozze, dall’iniziazione orfico-dionisiaca alla sua attestazione in contesti funerari, votivi e mantici, la trottola mantiene intatto il suo mistero fino ai nostri giorni, anche grazie alla fascinazione sonora che produce, come una Sirena che, attraversando tutto il mondo antico, continua ancora ad ammaliare.

Marco Giuman investigates the archaeology of the spinning top and of an entire family of rotating objects with support from the literary and iconographical sources. The spinning top is already attested in ancient Egypt and appears in the Greco-Roman world under a wide variety of names, suggesting a similar diversity of forms as well as of uses and meanings. Once a toy connected principally to the world of childhood, in antiquity the spinning top became the perfect symbolic object thanks precisely to its intrinsic ability to defy instability, in a perpetual equilibrium between moving and falling, turning it into a liminal entity. The author studies the connections of this object with rites of passage for both men and women, showing that the spinning top goes beyond the ludic context to become a polysemic item. From the ritual accompanying the transition from pais to neaniskos to the ceremonies preceding marriage, from Orphic-Dionysiac initiation to its attestation in funerary, votive and mantic contexts, the spinning top has preserved its mystery intact until the present day, thanks in part to the fascination exerted by its sound, like a Siren traversing the entirety of the ancient world to continue to enchant us today.

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TABLE OF CONTENTS

Introduzione

I.  Il tempo dei balocchi
I.1  Amore mio bello, ecco i balocchi per te
I.2  Sub verbere turbo
I.3  Le trottole di Ermes

II. Se la trottola è femmina
II.1  Se la trottola è femmina
II.2  Le trottole di Eros
II.3  Ermes & Eros
II.4 Trottole per Ade?

III.  Gli inutili simboli di questa vostra iniziazione
III.1  Gettare nel cesto trottola, rombo, astragali
III.2  Passaggio in Beozia
III.3  Sotto il segno di Demetra
III.4  Trottole per il Pais
III.5  Circolarità ed estasi: tutti giù per terra

IV.  Altri giri, altre ruote
IV.1  Le parole sono importanti
IV.2  Iynx, trascina tu alla mia casa quell’uomo
IV.3  Rhombos o iynx?
IV.4  Giro nel mio cerchio
IV.5  Ancora iynges

Riferimenti bibliografici
Indice de nomi antichi
Indice delle fonti antiche
Tavole

Marco Giuman
Marco Giuman Professore ordinario di archeologia classica presso l’Università degli Studi di Cagliari, Marco Giuman insegna «archeologia e storia dell’arte greca e romana» e «iconografia e iconologia del mondo classico». Si occupa principalmente di analisi dei modelli cognitivi che contrassegnano la fruizione dell’immagine nel mondo classico e di studio delle interrelazioni tra immagine, culto e rito nella Grecia antica.

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